Divorzio a Las Vegas

Divorzio a Las Vegas

Divorzio a Las Vegas

Lorenzo detto Ghandi ed Elena si sono conosciuti a 18 anni durante una vacanza attraverso il Nevada e hanno finito per fare la classica pazzia: si sono sposati a Las Vegas. Poche ore dopo ognuno andava per la sua strada, gettandosi alle spalle l’accaduto (o almeno questo è ciò che pensa Elena). Vent’anni dopo Elena sta per sposare un uomo ricchissimo e geniale, ma la sua amica del cuore Sara, avvocato, la informa che, essendo tecnicamente ancora sposata a Lorenzo, deve prima sciogliere quel vincolo o verrà accusata di bigamia. Elena e Lorenzo dovranno dunque tornare a Las Vegas e in pochi giorni ottenere una sentenza di divorzio. Sempre che lo desiderino davvero.

Umberto Carteni si ispira al cinema di commedia romantica americano (in particolare Tutta colpa dell’amore e Fandango, ma le citazioni si sprecano, da Una notte da leoni a Harry ti presento Sally) per costruire un road movie che, più che parlare di amore, parla di amore al cinema, come direbbe Nora Ephron.

Questa è contemporaneamente la marcia in più e il limite di una commedia divertente e ben recitata da Giampaolo Morelli e Andrea Delogu nei ruoli principali, e ben supportata da Grazia Schiavo e Ricky Memphis nei panni dell’avvocatessa Sara e Lucio, l’amico scombinato che dovrà decidere se essere un maschio alfa o… zeta. C’è anche un gustoso (benché altamente improbabile) cammeo di Vincent Riotta nei panni di un giudice italoamericano che ha ancora Napoli nel cuore.

La storia è piuttosto ben congegnata negli snodi (pur all’interno delle esagerate circostanze comiche), ma sono soprattutto i dialoghi a fare centro, e a risultare divertenti e romantici: il che è davvero una rarità nel cinema italiano contemporaneo di commedia. Il team di sceneggiatura, composto da Alessandro PondiPaolo LogliRiccardo Irrera e Mauro Graiani (senza dimenticare che il regista Carteni nasce sceneggiatore) lavora bene a intessere nella trama i tanti riferimenti al cinema americano di commedia romantica cui si faceva cenno all’inizio.

Quel che trattiene Divorzio a Las Vegas nella medietà, invece di farlo eccellere per originalità e freschezza, è il non aver spinto l’acceleratore fino fondo sull’intuizione di raccontare una storia d’amore interamente attraverso le scene dei film americani, come ha fatto Parole parole parole usando le canzonette.

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